Descrivere come ci si sente senza un fratello è straziante.
Ho perso una parte della mia vita, senza una ragione, senza un perché.
Mi manca il respiro e sapere che non lo rivedrò più mi fa sentire così impotente.
Sono sempre stata una persona molto insicura, fragile e quelle poche volte nella mia vita in cui sono stata veramente felice si possono contare sulla punta delle dita. Ultimamente invece ero felicissima, sembrava che tutto andasse alla perfezione. In primis la presenza del mio ragazzo che mi ama e che mi fa sentire amata; è favoloso, come gli ripeto sempre! E anche se stavo cercando lavoro, con le mille difficoltà che riscontro a causa della mia laurea umanistica, mi sentivo serena.
Ma all’improvviso, una mattina di marzo, mi chiamano perché Omar sta male. Mi chiamano dicendomi che deve essere operato d’urgenza. Non so dirvi come abbia avuto il coraggio e la lucidità di reagire in quell’istante.
So solo che ho preparato la valigia in 10 minuti, il tempo che anche il mio ragazzo si preparasse e siamo partiti. Veloci.
E’ stato durante il viaggio che ho realizzato la gravità della situazione. E senza che nessuno mi spiegasse la causa, sapevo e so in cuor mio da cosa é dipeso.
E ti vengono in mente tutte le scene di una vita lunga 30 anni insieme.
Il rapporto con mio fratello non è mai stato idilliaco, lo ammetto. La mia rabbia e le urla le riservavo solo a lui, era l’unica persona della quale non avevo timore, sì perché anche se era scontroso e burbero con me, mi voleva un gran bene. E io ne volevo a lui. E la sua simpatia era così travolgente. Un uragano di allegria. Nonostante poi si sia reso conto con il tempo che sono diventata una donna, ha continuato imperterrito ad essere geloso di me. L’unica volta in cui non lo è stato è stato in questo periodo che ho conosciuto il mio ragazzo. Mi ha stupito, è stato irriconoscibile. Forse si è reso conto che per la prima volta nella mia vita mi sento amata.
Mi ha regalato la gioia di diventare zia per ben due volte. E per me sono come due fratellini, li ho visti crescere e ora più che mai mi devo prender cura di loro.
E trovarmi di colpo in quella stanza di ospedale con lui privo di sensi, steso su quel letto così piccolo, senza che si accorga della mia presenza. Inutile piangere, inutile accarezzarlo, inutile chiamarlo. Inutile raccontargli che ci sono e che non lo lascio solo. In pochi giorni gli hanno staccato la spina. So che aveva un cuore forte perché ci ha messo tanto a smettere di battere.
Omar non c’è più. Non ho potuto fare nulla. Spero solo che abbia percepito la mia presenza.
Non ho la forza di credere in qualcosa di ultraterreno. Vedo Omar solo nei miei ricordi, nei miei nipoti, nelle sue cose, nella sua casa.
Non ho potuto proteggerlo fino alla fine. Lui che ha sempre protetto me, e io invece non ho potuto fare nulla.
Mi manca e mi mancherà sempre.
aprile 28, 2011 alle 5:31 pm |
Non trovo parole perché non ci sono per
commentare un tale dolore.
Ti lascio un abbraccio forte
Mistral
aprile 29, 2011 alle 6:33 am |
mi stavo chiedendo perché fossi “scomparsa”. sapevo che era accaduto qualcosa di grande, lo avevi accennato ma non pensavo di così doloroso. vorrei provare a dire qualche frase di circostanza, qualche cosa che possa farti provare meno dolore ma in questi momenti non c’è nulla che possa lenire il dolore. ci sono passato e so cosa significa .
Andrea
aprile 29, 2011 alle 10:23 am |
Non sono brava a descrivere le mie emozioni, in realtà sono un disastro. Ma ieri avevo voglia di scrivere qualcosa per mio fratello.
Vi ringrazio, di cuore.